San Vito, l'ILVA e l'inquinamento: facciamo chiarezza


Non sempre l'informazione dice tutta la verità
01/08/2012



 

Molto spesso la comunicazione giornalistica tende a creare "mostri" per fare audience, ma altrettanto spesso questi mostri tendono alla generalizzazione, per cui, nel cosiddetto "caso Taranto", tutto diventa inquinamento, problemi di lavoro, polvere di minerale.
Ma nessuno va ad approfondire, a spiegare bene come il territorio si sviluppa.

Nel caso specifico, Taranto è divenuta lo pseudonimo di “inquinamento”, “tumori”, “morte”, ma il territorio della città è molto vasto e l’influenza negativa dell’inquinamento pesante è limitata ad un’area ristretta intorno alla zona industriale.

Noi abbiamo scelto di vivere a Capo San Vito oltre 15 anni fa perché eravamo stufi dell'inquinamento, sia sotto il profilo ambientale, ma anche del traffico e del rumore di fondo di cui le nostre città soffrono.

La scelta è caduta su San Vito perché è il punto più lontano dall'ILVA, dalla raffineria dell'ENI, dalle polveri della CEMENTIR, perché ha una viabilità eccellente che collega la città in pochi minuti, perché ha tutti i servizi di una città, pur vivendo a due passi dalla spiaggia e nel silenzio e nella tranquillità di una zona residenziale di eccellenza.

Dista oltre 10 chilometri dai famosi parchi minerali a ridosso dei Tamburi come dalla raffineria dell'ENI.
Inoltre lo Scirocco, il vento dominante a Taranto, respinge le polveri inquinanti e tiene pulita l'aria per oltre 300 giorni l'anno.

Nella foto qui sopra si vede una mappa tratta da un programma di navigazione che indica in oltre 5 miglia nautiche (oltre 10 km) la distanza in linea d'aria di San Vito dall'area dell'Ilva.

Qui sotto una bella immagine del mare trasparente a largo di San Vito.